17maggio

Attenzione ai Bari nei giochi di carte e Casinò

Si dice che la fortuna giri. Ma molti fanno in modo che la dea bendata apra gli occhi e ci veda bene anzi benissimo.

Parliamo naturalmente dei Bari la cui storia risale addirittura al I secolo D.C.

Sono numerosi gli scritti che documentano punizioni corporali inflitte a chi cercava di aiutare la fortuna con tecniche volte a cancellare l’aleatorietà e la casualità dei giochi.

Il reato più comune era quello di contraffare le monete, non stiamo però parlando di falsari perchè quelli verranno dopo, ma di chi cercava di imbrogliare nel gioco del testa o croce.

Nel 18° Secolo le tecniche si affinarono tanto che si tenevano vere e proprie lezioni di bari professionisti che insegnavano dietro lauto compenso i trucchi del mestiere ad allievi ed adepti.

Erano scuole per pochi disposti ad investire denaro per una professione al di fuori degli schemi.

Un grande baro di cui si hanno notizie accettava solo 4-5 alunni all’anno.
I tirocinanti iniziavano subito a far pratica col loro maestro.

Sul finire del’800 il Mississipi divenne la location adatta per queste scuole di imbrogli.

Nel 1833 a fare la spola lungo il fiume vi erano oltre 500 battelli, all’interno si giocava pesante e molti viaggiatori avevano notevoli disponibilità finanziarie e c’era chi se ne approfittava naturalmente.

Spesso i bari erano tollerati dagli ufficiali che gestivano i battelli ed i casinò che facevano finta di niente ed in cambio guadagnavano qualche extra.

Ma quali erano le tecniche?

Quelle classiche ossia dadi truccati appensantiti, carte segnate, specchietti per vedere il gioco altrui.

Spesso i bari non agivano da soli ma con l’aiuto di collaboratori che dopo aver adocchiato il pollo di turno mettevano in pratica travestimenti per confondersi con la massa.

Simili tecniche sono utilizzate anche nel classico gioco delle 3 carte che fino a pochi anni fa si svolgevano spesso nelle metropoli italiane.

Ci sono i complici che fingono di vincere, altri che invogliano la vittima a giocare, altri ancora che fanno da pali e avvisano se arriva la polizia.

A Milano il luogo classico del gioco delle 3 carte era la fermata della metropolitana della stazione centrale.

Nel 1962 in alcune città dell’Inghilterra apparvero dei manifesti che promettevano enormi guadagni con un investimento assai ridotto.

La società per gli investimenti nei casinò, questo era il nome dell’azienda, raccoglieva denaro da giocare alle roulette.

Così furono truffati oltre 20.000 piccoli azionisti.

Ma l’episodio più importante di baro è quello degli studenti del Meets che sbancarono i tavoli del blackjack del Casinò di Las Vegas.

Su questo incredibile fatto è stato addirittura girato un film chiamato “21”.

Quindi il baro non ha tempo e probabilmente vedremo sempre qualcuno truffare i malcapitati con il classico gioco delle 3 carte.

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