29dicembre

Come curarsi e uscire dal gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo patologico può essere definito come l’impossibilità di resistere alla voglia di giocare, che può condurre a gravi ripercussione sia personali che sociali.

La dipendenza dal gioco comincia a manifestarsi negli uomini nella prima adolescenza, mentre tra le donne tra i 20 ed i 40 anni.

Coloro che sono “colpiti” da questo problema molto spesso si vergognano della loro “condizione” e  cercano di nasconderlo agli altri.

L’American Psychiatric Association ha definito quali sono i sintomi che caratterizzano questa che viene considerata una vera e propria malattia.

Se si rilevano 5 dei sintomi che vi indichiamo di seguito, si viene definiti come dipendenti dal gioco

  •     Giocare sempre più soldi per cercare di recuperare le precedenti perdite;
  •     Aver provato, senza successo, di diminuire o abbandonare il gioco d’azzardo;
  •     Perdere il lavoro o abbandonare gli studi a causa del gioco;
  •     Dire bugie sul tempo trascorso o sul denaro speso giocando;
  •     Prendere in prestito il denaro a causa delle perdite subite per vivere;
  •     Giocare elevati importi di denaro per provare emozioni;
  •     Trascorrere molto tempo a pensare al gioco d’azzardo e come ottenere più soldi dal gioco.
  •     Commettere crimini per procurarsi i soldi per giocare;
  •     Sensazione di irrequietezza o nervosismo quando si prova a ridurre o diminuire di giocare   d’azzardo;
  •     Giocare d’azzardo per cercare sfuggire a problemi reali o a sentimenti di tristezza o ansia.

La nostra società d’altronde non è di molto aiuto in tal senso, vista la facilità con la quale è possibile partecipare ai diversi giochi d’azzardo.

In base ad una ricerca, il numero dei giocatori d’azzardo in Italia è pari a circa 900 mila persone, ben il 2% della popolazione adulta, una malattia sociale.

Il gioco d’azzardo patologico è quindi una vera e propria dipendenza, più o meno come quella derivante dall’uso di droghe: infatti i giocatori d’azzardo, se non giocano, hanno delle vere e  proprie crisi di astinenza.

Le cause possono essere diverse, eccone soltanto alcune:

  • sin da bambino, vedere la propria famiglia interessata al gioco d’azzardo: le probabilità di sviluppare la patologia in tal caso sono molto elevate;
  • l’esistenza di problemi finanziari possono portare alla dipendenza, con l’illusione di poterli in tal modo risolvere;
  • giocare in maniera sistematica, per diverse ore e con frequenza sempre maggiore, rischiando somme sempre più alte, per provare soltanto piacere ed eccitazione.

Il giocatore d’azzardo patologico non riesce a trattenersi dall’impulso di non giocare, e se non gioca incomincia ad essere ansioso, ha difficoltà a concentrarsi, è depresso, ed in alcuni casi si sfocia in comportamenti illegali.

La moderna psichiatria ha classificato due differenti tipologie di giocatori d’azzardo:

  •  i giocatori compulsivi che hanno sviluppato dipendenza: per questi giocatori è impossibile resistere alla voglia di giocare;
  •  i giocatori che non sviluppano dipendenza, ma giocano soltanto come momento di evasione, trovando però nel gioco, indipendentemente se si è vinto o perso, l’unico modo per attenuare le proprie ansie e, una volta terminato il gioco, riescono a svolgere le loro attività con maggiore concentrazione e serenità.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad una dipendenza, e come tale va curata.

L’aumentare inoltre sempre più della posta in gioco, secondo sempre la moderna psichiatria, è dovuto al bisogno, divenuto inarrestabile, di dare sempre più soddisfazione ed eccitazione al gioco, con un comportamento patologico che gli esperti hanno definito “chasing”: la persona colpita dal disturbo incomincia ad inseguire le perdite nella speranza di tramutarle in vincite, e perfino la perdita stessa può risultare piacevole al giocatore, che la ritiene in un certo senso una sorta di autopunizione.

Per quanto riguarda la cura della dipendenza del gioco d’azzardo, deve essere affidata a medici specialisti psichiatri, supportati da psicologi, che avranno l’importante compito di ristabilire la normalità intorno alla vita del giocatore.

Lo psichiatra potrà anche avvalersi della uso della farmacoterapia con l’utilizzo di apposite sostanze, che vengono impiegate per curare le forme di depressione. Possono essere anche usati degli stabilizzatori dell’umore.

A volte si fa ricorso anche a dei Gruppi di aiuto, come ad esempio i Giocatori Anonimi (simili agli Alcolisti Anonimi), ovvero incontri che mettono di fronte individui che presentano la stessa patologia.

In conclusione, il giocatore patologico è un soggetto che va curato, che richiede un percorso che molte volte impegna anche le stesse famiglie a cui viene richiesta una proficua collaborazione e dal quale occorre al più presto cercare di uscirne, per tornare a vivere normalmente e prendere “il gioco” per quello che dovrebbe essere, ovvero soltanto un divertimento.

 

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