9luglio

Quando l’online gambling sfida la crisi

Dio opera in modi misteriosi, e così fa la crisi. Perché anche se i ristoranti si stanno piano piano svuotando e i viaggi estivi per gli italiani sembrano un lontano ricordo, i soldi per puntare al casinò (specie quello online) sembrano esserci ancora.


A dirlo è uno studio condotto da Netbet Casino in collaborazione con LivePartners, secondo il quale gli italiani avrebbero speso in questo primo semestre del 2013 oltre 120 milioni di Euro su siti come Sisal o Lottomatica che offrono servizi di gambling, slot machine virtuali e poker online.

A soli due anni dalla legalizzazione di questi siti da parte della agenzia delle dogane e dei monopoli, la crescita del business è stata incredibile, passando dai 50 milioni spesi nel 2011 ai 150 milioni investiti nel 2012, per arrivare al 2013, che si presume arriverà a totalizzare molto più dei due anni precedenti messi insieme.

Un po’ campanello d’allarme e un po’ motore trainante dell’economia online italiana, il fenomeno del gambling online è senz’altro controverso; se da un lato si registra un aumento delle dipendenze da gioco d’azzardo – fenomeno per anni sottovalutato che ha assunto proporzioni preoccupanti in paesi come gli Stati Uniti – dall’altro c’è chi è riuscito a fare dell’online gambling una fonte di sostentamento, entrando a far parte di quella cerchia ristretta di pionieri del settore che si possono davvero chiamare professionisti.

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